giovedì 9 novembre 2017

Ossessione - nuovo inizio, nuova musica

Nuovo inizio, nuova musica.

Al centro un'ossessione, un pensiero che disturba, che porta alla follia.

Un chiodo nella testa che buca i pensieri e che li fa ruotare attorno a sé.

Una caduta fatale, nel vuoto, senza via di scampo.


Scrivendo e ascoltando
Arctic Monkeys

lunedì 23 ottobre 2017

Autunno dolciastro



I colori autunnali tardano ad arrivare e non s'intonano alla mia malinconia.
Alberi troppo verdi al di là dei vetri.
Lacrime immotivate e lente attendono di scendere dagli occhi.
Può mancarci qualcosa che non c'è mai stato? La nostalgia di una sensazione ormai lontana, incrinata.


Distrarsi sembrava piuttosto facile, credevo di sopportare la tua indifferenza, cercando pretesti e rimedi inutili credevo di soffocare la mia insofferenza.






mercoledì 27 settembre 2017

Fotografie di viaggio - blogtour

Il blogtour "Continua a viaggiare con noi" termina con le fotografie di viaggio nel blog La stamberga d'inchiostro.

Dopo un incontro con i romanzi, abbiamo conosciuto i personaggi come ideali compagni di viaggio, abbiamo attraversato le città in cui vengono ambientati i romanzi e ora è il momento di guardare indietro al nostro viaggio e imparare ancora qualcosa attraverso le fotografie ispirate ai romanzi e le loro copertine.

I romanzi che hanno viaggiato in questo blogtour sono:

Fotografie in Re Maggiore - Claudia Bresolin
Come un'isola - Monika M
Devi orzare, Baal - Virginia Less
Lettere fra l'erba - Clara Cerri
Lieve come la neve - Chiara Trabalza
Il Professionista - Flavia Cantini

Acquistabili nei maggiori negozi online e in libreria:



Ecco i blog che ci hanno ospitate e che ringrazio infinitamente se volete rileggere le tappe:



sabato 23 settembre 2017

Compagni di viaggio letterari



Quando si attraversano le pagine di un romanzo si parte senza sapere dove si arriverà, si viaggia lontano, si prende un'altra identità e si pensano cose e si agisce in un modo che non avremmo mai immginato di poter fare...
A me piace viaggiare lontano, a volte adoro ritrovarmi tra le strade di Tokyo, mangiare cibo nuovo, diventare amica di persone con una vita molto diversa dalla mia. In questi giorni sono a Parigi negli anni'50. Nell'ultimo anno sono stata nell'Italia del '600, a Londra negli anni '30 e poi ancora a New York.
Sono stata un giovane ebreo americano che cerca il suo equilibrio dallo psicanalista, una giovane francese che scappa di casa e se ne va a Parigi. Sono stata una giovane donna innamorata, che creduta una strega viene arsa sul rogo.

Ho creato Elisa e Livia come mie perfette compagne di viaggio, chissà a chi altro piacerebbe viaggiare con loro...
Nel blog Un buon libro non finisce mai si parla di viaggio nella lettura, sei romanzi come fuga dalla quotidianità e un piccolo assaggio di Normandia.



mercoledì 6 settembre 2017

No selfie, please

No selfie, ma un self-portrait.
Influenzata dalla mia nuova ossessione per Frida Kahlo, mi fermo un po' su me stessa.







lunedì 7 agosto 2017

La non-sofferenza


Lo ripeto anche a me stessa “si deve vivere una una vita a tentare di essere felici non a evitare di soffrire”.

Continuo a ripetermelo “essere felice, essere felice, felice”, immagazzino nella mia mente aforismi che peró mi confondono “la vita è un pendolo tra la noia e la sofferenza”... “bisogna essere felici almeno un’ora”.

Felici, felici, contenti e felici.


Eppure in alcuni momenti anche la semplice non-sofferenza non è tanto male.
Ma continuo a ripetermelo, felice, felice, felice. Intanto, peró, mi rallegro, sorrido e mi viene in mente un vecchio film di Woody Allen... e ridere fa bene all’anima.




Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare.

Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire, e soffrire è soffrire.
Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Pertanto per essere infelici si deve amare. O amare e soffrire. O soffrire per troppa felicità.
Io spero che tu prenda appunti (Amore e Guerra)



martedì 18 luglio 2017

Amarsi un po'

Gli amori impossibili non finiscono mai (Le mine vaganti, Ozpetek)

Amare qualcuno, ma dover contenere quell’amore.
Sentire il sentimento dell’altro, senza poterlo contraccambiare apertamente, doverlo misurare, chiuderlo in una scatola e non esternarlo.
Fingere di non amare, vedere l’amato con un’altra persona, sentire il proprio intimo trafitto e sorridere, limitarsi a un “voler bene”.

Ballare insieme, davanti a tanti altri, essere vicini, sfiorarsi e fingere che il cuore non abbia avuto un contraccolpo.

Questi sono i sentimenti di Livia che ascolta la canzone di Battisti al ritorno di un incontro con l'amato, uno scontro con la realtà:

Amarsi un po’ è come bere.
Più facile è respirare.
Basta guardarsi e poi
avvicinarsi un po’
e non lasciarsi mai
impaurire, no no.
Però, però volersi bene, no
partecipare è difficile
quasi come volare.